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RUBINO: profondo rosso.

No, non stiamo parlando del famosissimo thriller di Dario Argento, ma dell’inconfondibile colorazione della pietra del mese di Luglio: il rubino. 

Con la sua fluorescenza rosso acceso dovuta alla rifrazione della luce sulla sua superficie, il rubino si inserisce nei primi posti della classifica delle pietre preziose più rare e ricercate

 

Utilizzato già nell’antica Grecia e a Roma dal 480 a.C, il rubino prende il suo nome dal latino “rubens”, che significa rosso, rosseggiante. Questo particolare colore deriva dal fatto che la pietra è una varietà di Corindone, ovvero un cristallo formato da ossido di alluminio con al suo interno una percentuale di cromo che produce una colorazione rossastra, fino ad arrivare all’arancio, al viola e al rosa. In presenza di ferro nella composizione la pietra potrebbe assumere anche una tinta marroncina, anche se il colore più pregiato resta comunque il cosiddetto “Sangue di Piccione”, un rosso molto intenso con una sfumatura tendente al bluastro molto consigliato per un look serale total black e per un look estivo colorato e brillante.

 

Le origini di questa pietra di fuoco sono per convenzione affidate alla Birmania, nella sua Mogok Valley. Anche ai giorni d’oggi il rubino viene estratto proprio a nord di questo paese, ritenuto da sempre il “Signore dei Rubini”: altri luoghi di estrazione sono Afghanistan, Cambogia, Cina, India, Madagascar, Kenya, Mozambico, Pakistan, Sri Lanka, Tanzania, Thailandia e Vietnam. In base alla provenienza i rubini possono mostrare anche degli effetti di luce differenti dovuti dalle inclusioni di Rutilo (ossido di titanio), che possono essere disposte sia a stella (Rubino Stellato) sia a occhio di gatto

 

Lo sapevi? Il rubino è una gemma la cui sintesi industriale ha una delle storie più articolate, essendo la prima gemma a essere stata riprodotta in laboratorio. La prima sintesi artificiale avvenne ad opera del francese Auguste Verneuil che nel 1902 brevettò un metodo per la produzione artificiale del rubino. 

Come riconoscere quindi un rubino artificiale da uno naturale? L’occhio di un professionista in questo caso fa la sua parte, insieme a dei test appositi per valutare la natura della pietra. Oro in Euro diffida dalle imitazioni e grazie al suo team di professionisti seleziona solo pietre naturali e certificate per dei preziosi unici. 

 

Per quanto riguarda la sua manutenzione, il rubino può essere sottoposto a una normale pulizia, ad una pulizia al vapore e ad una ad ultrasuoni. Nonostante ciò questa pietra può avere otturazioni di vuoti, cavità, fessure e/o fessure aperte, più facilmente soggette a essere scalfite dalla gemma stessa e anche più esposte ai danni derivanti dal colore o da alcuni solventi. 

Questo presuppone quindi che la pulizia del rubino sia affidata ad un team di specialisti del settore, che sappiano come meglio trattare questo prezioso.

 

Nei nostri punti vendita le commesse Oro in Euro sono a vostra completa disposizione per mostrarvi la vasta gamma disponibile di gioielli impreziositi con rubini, per indicarvi il miglior modo per prendervene cura e creare abbinamenti unici adatti ad ogni vostro outfit, così che possiate preoccuparvi solo di splendere.